ILEItalian Lifestyle
Experience

Il Futuro

Dall’Italia verso il mondo.

Consolidare la rete nazionale per costruire una presenza internazionale autentica, coordinata e capace di adattarsi ai diversi mercati.

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Espansione nazionale

Panorama del Lago di Como dall’alto di Varenna.
Lago di Como, Lombardia.L. Shyamal · CC BY 4.0 · ritaglio

L’espansione di un progetto come questo parte dal consolidamento della rete produttiva e istituzionale in Italia per poi svilupparsi in fasi mirate sui mercati internazionali. Un piano di crescita efficace si articola attraverso passaggi chiave ben definiti.

1. Consolidamento in Italia

Selezioneremo le aziende potenziali partner a seconda della loro rappresentatività del made in Italy nei settori chiave (enogastronomia, moda, design, turismo, chimica, manifattura…) e, come detto, collaboreremo con l’Istituto per il commercio con l’estero e le Camere di Commercio locali. La sede centrale del Club Amici del Made in Italy servirà a coordinare la logistica, la qualità e la comunicazione del brand.

2. Strategia di posizionamento estero

Individueremo i Paesi esteri con maggiore affinità e potere d’acquisto, cominciando dall’Europa e via via estendendoci ad altri continenti, in primis verso gli Stati Uniti e il Giappone. Modificheremo il messaggio di marketing per rispettare le sensibilità locali senza perdere l’autenticità del valore italiano. In ogni evento all’estero sarà nostra cura primaria proteggere le indicazioni geografiche protette nei paesi di destinazione.

3. Canali di promozione e digitali

Attraverso il portale multilingua Digitaly faciliteremo gli ordini dei buyer internazionali e l’acquisto diretto dei consumatori. Racconteremo i territori di origine, la tradizione e la qualità artigianale tramite video e contenuti immersivi, anche con la collaborazione di figure di rilievo nei paesi esteri.

4. Presenza fisica ed eventi

A latere degli eventi B2B organizzati in proprio, parteciperemo alle fiere internazionali più importanti per incontrare distributori e partner commerciali. Organizzeremo inoltre viaggi stampa e incontri B2B portando i buyer direttamente in Italia, e allacceremo partnership con le principali sagre ed eventi B2C nel nostro Paese

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Collaborazioni con università

Nel corso del tempo uniremo la ricerca accademica alle strategie di marketing e internazionalizzazione di Italian Lifestyle Experience, e per questo collaboreremo con le università. L’area di collaborazione principale sarà la ricerca di mercato, dato che gli atenei studiano i trend di consumo nei paesi stranieri per capire come i prodotti italiani vengono percepiti e i laureandi/dottorandi lavorano su casi reali legati alla promozione del cibo, della moda, del design e del turismo italiano. Con le università potremo creare percorsi di studio di primo e secondo livello (master, corsi di perfezionamento…) dedicati alla gestione del brand Italia e alla comunicazione interculturale, nonché spazi condivisi dove startup e ricercatori sviluppino soluzioni digitali per l'export e la promozione culturale. I referenti d’elezione saranno i dipartimenti di economia, scienze della comunicazione o design (come quelli del Politecnico di Milano o dell’Università Bocconi), ma anche università nei mercati target (USA, Giappone, Europa…) per scambi di progetti e test di mercato sul campo. Reti coordinate con il Ministero degli Affari Esteri o l’Istituto per il Commercio con l’Estero collegheranno la didattica alle politiche di supporto all’export.

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Rapporti con Enit, Regioni e Camere di Commercio

Nel tempo definiremo una rete di governance multilivello, con accordi di programma o cabine di regia congiunte. ENIT, che gestisce il posizionamento globale del brand Italia, potrà fornire la cassa di risonanza estera e il marketing digitale a Italian Lifestyle Experience. Le Regioni, che valorizzano le specificità territoriali, offriranno i contenuti esperienziali autentici e il racconto dei territori. Le Camere di Commercio infine, vocate come sono a supportare la filiera produttiva e l'internazionalizzazione delle imprese, arriveranno a garantire che alla domanda estera generata corrisponda un’offerta pronta e strutturata per l’export e la ricezione di qualità.

Nel dettaglio elenchiamo le specificità di ciascuno di questi tre attori, rimandando a strategie in divenire un rapporto continuativo con essi.

1. ENIT

  • Pianifica le campagne di comunicazione di respiro globale (come il brand #LiveItalian) per attrarre flussi turistici e interesse verso lo stile di vita italiano.
  • Sfrutta la rete delle sedi estere per organizzare eventi, workshop e roadshow promozionali.
  • Raccorda le richieste del Ministero del Turismo con le istanze territoriali, unendo la promozione turistica a quella culturale ed enogastronomica.

2. Regioni

  • Definiscono il proprio posizionamento specifico (enogastronomia, artigianato, paesaggi, design) all'interno della cornice nazionale.
  • Coordinano le Destination Management Organization (DMO) locali e gli operatori della filiera turistica e culturale.
  • Alimentano le piattaforme digitali e le librerie multimediali nazionali con materiali visivi e informativi aggiornati sul territorio.

3. Camere di Commercio

  • Affiancano le piccole e medie imprese dei settori moda, design, agroalimentare e artigianato nell'espansione commerciale fuori dai confini nazionali.
  • Collaborano con la rete delle Camere di Commercio Italiane all'estero per favorire incontri B2B tra produttori locali e acquirenti stranieri.
  • Mettono a disposizione osservatori statistici sul turismo e sull'economia locale per orientare gli investimenti promozionali.
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Internazionalizzazione

Il processo di internazionalizzazione richiede un’analisi approfondita del mercato di destinazione e un adattamento strategico dell’offerta.

1. Analisi del mercato

  • Studieremo i gusti, le leggi e le abitudini dei consumatori di ogni Paese target.
  • Sceglieremo i Paesi target in base alla reale domanda per il Made in Italy.

2. Posizionamento e storytelling

  • Valorizzeremo i concetti chiave del lifestyle italiano: qualità, bellezza, tradizione e buon vivere.
  • Creeremo una narrazione autentica che evochi l’esperienza e l’emozione del vivere all'italiana.
  • Come detto, adatteremo via via il messaggio per evitare stereotipi e rispettare la cultura locale.

3. Strategia di comunicazione

  • Useremo questo sito web multilingua, l’e-commerce Deliveritaly e campagne social mirate all’estero.
  • Costruiremo nel tempo una rete di collaborazioni con influencer, media e opinion leader dei Paesi ospiti dei nostri incontri B2B.
  • Parteciperemo a fiere internazionali, eventi pop-up e missioni commerciali.

4. Adattamento e partnership

  • Modificheremo nel tempo l’offerta di eventi/iniziative per rispondere agli standard normativi e alle preferenze di ogni nuovo mercato.
  • Troveremo partner locali affidabili per la distribuzione, la logistica e la promozione.
  • Sfrutteremo il supporto di enti come l’Istituto per il Commercio con l’Estero e le Camere di Commercio (vedi punto precedente).
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Piano a cinque anni

Questa strategia è divisa in cinque fasi annuali, focalizzate su posizionamento digitale, alleanze strategiche, eventi immersivi, consolidamento ed espansione in nuovi mercati.

Anno 1 (sintesi dei passaggi già espressi)

  • Mappatura dei mercati e selezione dei paesi target principali, come Stati Uniti e Giappone.
  • Creazione del portale web unificato plurilingue, che racconti i valori del “bello e ben fatto”.
  • Attivazione di collaborazioni con creator digitali e influencer nei paesi esteri per mostrare l'autenticità italiana.

Anno 2 (sintesi dei passaggi già espressi)

  • Stringeremo accordi con marchi leader nei settori della moda, del design, dell’arredo, dell'enogastronomia, della manifattura.
  • Lavoreremo con le Camere di Commercio italiane all’estero e l’Istituto per il Commercio con l’Estero.
  • Intensificheremo il calendario degli appuntamenti B2B nei Paesi target e delle iniziative B2B di turismo esperienziale in Italia dall’estero.

Anno 3

  • Continueremo con l’intensificazione del calendario di appuntamenti B2B.
  • Andremo anche avanti col turismo esperienziale per buyer, ulteriormente declinandolo in pacchetti di viaggio B2C legati ai territori italiani meno noti ma ricchi di tradizione. In questo senso, Italian Lifestyle Experience potrà diventare una sorta di tour operator.

Anno 4

  • Apriremo hub fissi (“Casa Italia”) nelle capitali chiave per ospitare eventi e incontri d'affari.
  • Introdurremo club esclusivi per consumatori esteri affezionati ai prodotti italiani.
  • Misureremo i risultati di vendita e l’impatto delle campagne per correggere eventuali errori.

Anno 5

  • Estenderemo il progetto verso mercati a forte crescita, come il Sud-Est asiatico o l'America Latina.
  • Modificheremo sensibilmente la comunicazione per queste nuove aree in base alle abitudini locali senza perdere l'identità italiana.
  • Valuteremo il ritorno sull’investimento e definiremo la strategia per i successivi cinque anni.

Costruiamo insieme il progetto

Portiamo l’esperienza italiana nel mondo.